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7 luglio 2014 1 07 /07 /luglio /2014 19:55

 

Il Petrolio attira sempre più investimenti negli Stati Uniti, battendo qualunque record registrato in passato. Gli USA hanno di fatto conquistato la vetta della classifica dei produttori mondiali di oro nero. Proprio nel 2014, gli Stati Uniti hanno superato la Russia e l'Arabia Saudita, divenendo di fatto il maggior produttore di petrolio al mondo.

I dati provengono da un rapporto pubblicato da Bank of America-Merrill Lynch, in base al quale nel corso degli ultimi sei mesi, dai pozzi americani sono stati estratti oltre 11 mbg di barili al giorno di petrolio. Se a questi numeri viene aggiunta anche la produzione di biocombustibili, ecco che il dato complessivo supera i 12 mbg. Ecco il motivo principale per cui le quotazioni si sono comunque mantenute stabili nel corso degli ultimi mesi, nonostante le intense tensioni geopolitiche che si sono registrate durante questa prima parte del 2014, in Ucraina e Iraq in primis.

Una ottimale situazione in Nord America che è riuscita a contrastare al meglio l'irrequietezza degli ultimi giorni, soprattutto con riguardo al difficile e complicato momento che si sta vivendo in Iraq.

 

 

Proprio nei territori iracheni si è assistito alla avanzata dei guerriglieri sunniti, situazione che non sembra per adesso trovare alcuna soluzione. Secondo fonti locali, proprio lo Stato Islamico è riuscito a conquistare il più grande giacimento di petrolio oggi esistente in un altro territorio martoriato dalla guerra e dagli scontri, la Siria. Si tratta del sito di Al-Omar, che prevede una capacità di 75mila bg.

Nonostante ciò, l'impennata di oltre 11 dollari al barile del Brent, che verso la metà dello scorso giugno lo aveva portato ai massimi da 9 mesi, superando la barriera dei 115 dollari, al momento sembra essere rientrata. Nei giorni scorsi il brent ha chiuso su valori intorno ai 110 dollari.

 

Per quanto riguarda invece il Wti, si sono registrate una serie di sedute consecutive al ribasso, andando ad impattare verso quota 104 dollari al barile.

 

Hanno influito sulla discesa dei prezzi anche il recente annuncio della riapertura dei porti libici di Es Sider e Ras Lanuf, capaci di produrre complessivamente oltre 560mila bg.

Il mercato è comunque molto attento all'evolversi della situazione con riguardo soprattutto alla ormai prossima entrata in funzione dell'oleodotto Seaway, sempre negli Stati Uniti, un incremento di produzione che permetterà di portare a 850mila bg la capacità di trasporto di greggio tra l'Oklahoma ed il Texas.

 

Tutta una serie di motivi che permetteranno agli Usa di ridurre ancor di più la dipendenza energetica di oro nero dai paesi stranieri.

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