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15 luglio 2014 2 15 /07 /luglio /2014 13:26

Dopo una sequenza negativa di ben nove sedute, interrotte lo scorso giovedì, le quotazioni del petrolio sono nuovamente andate giù sui mercati, registrando perdite superiori al 2 per cento, che hanno spinto i valori sia del Brent che del Wti ai minimi registrati nel corso degli ultimi due mesi.

Il brent è sceso sotto quota 107 mentre il Wti a 101 dollari al barile.

Proprio nei giorni scorso l'Aie (Agenzia internazionale per l'energia) aveva diramato i possibili rischi che stazionavano sui mercati, che “spaventavano” l'offerta a seguito della forte ripresa della domanda, che nel corso del 2015 dovrebbe crescere a ritmo serrato, tornando ai livelli del 2010.

Si stimano infatti +1,4 milioni di barili al giorno, pari ad un +1,5 per cento, a seguito delle maggiori richieste provenienti soprattutto della Cina.

Il paese asiatico nel frattempo sta gradualmente incrementando le proprie riserve strategiche. Sempre secondo quanto previsto dall'Agenzia internazionale per l'energia, nel secondo trimestre, la Cina dovrebbe aver incrementato le riserve di 800mila bg.

Nonostante le premesse, il trend discendente dei prezzi continua indisturbato sui mercati.

Nemmeno le ultime non confortanti notizie provenienti dall'Iraq hanno influito al riguardo, anche se risultano strettamente legate proprio al mercato dell'oro nero.

I curdi che ormai controllano da oltre un mese la città di Kirkuk, sono riusciti ad impossessarsi di altri due giacimenti, “sbarazzandosi” del personale presente sul posto e sostituendolo con propri uomini.

Ci riferiamo ai siti petroliferi di Bai Hassan e di Kirkuk. Quest'ultimo in passato disponeva di una capacità produttiva di 1,5 mbg, anche se attualmente non supera quota 250mila.

Ricordiamo che sul giacimento vige il contratto di servizio che Bp lo scorso settembre aveva stipulato con la North Oil Company (Noc), compagnia di proprietà dello stato. L'intento era di esaminare il sito e ricorrere a tutti gli accorgimenti necessari per portare nuovamente il giacimento alla capacità produttiva del passato. Ora tutto si è complicato a seguito del sequestro, operazione peraltro confermata da parte del governo regionale curdo ed anche da Baghdad.

Nel frattempo Erbil ha deciso di incrementare la sua produzione di greggio di oltre il 50 per cento nel mese di giugno. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, si è passati da 230 a 360mila bg.

Per quanto concerne le previsioni future sull'andamento dei prezzi del petrolio sui mercati, si prevede una fase ciclica nel breve periodo al ribasso, dopo la violazione del supporto a 105 dollari per il Brent.

Primo livello di resistenza fissato intorno all'area 104-104,20 dollari, anche se i ribassi potrebbero giungere fino a 102,30-102,50 dollari. Per adesso comunque meglio attendere che si formino pattern grafici più chiari da interpretare, prima di muoversi sui mercati.

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